Io invoco la terra di Sardegna.

Che sia fertile il mare attraversato;
Fertile sia il monte dai frutti pendenti;
Fertile il bosco umido e l’alba;
Sia fertile tutta l’acqua, gli uccelli e i loro canti;
Le voci, i ricordi, ogni ruga degli uomini e il cuore di ogni donna.
Fertile sia la raccolta e la semina, gli alberi che mormorano insieme, l’erba lussureggiante, il terreno nudo,
Che sia fertile il dolore, lo spirito guerriero, il vino, la collina.
Fertile sia la povertà, il riposo; anche la morte;
La roccia, il buio e il muschio che ricopre la vergogna.
Io ti invoco, terra di Sardegna.
Dall’ugola della tua crepa più profonda io ti chiedo:
Che sia fertile il tuono che rintocca nel tuo utero.

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