Quando l’ansia arriva in vacanza

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Ah, la vacanza! Il momento più bello dell’anno… o almeno dovrebbe esserlo.

Cerchiamo e aspettiamo quel momento come una fonte di salvezza, eppure a volte può capitare che insieme alle ferie arrivi un’ansia inaspettata e difficile da gestire.

Ti è mai successo?

Hai sognato per mesi l’arrivo dell’estate, quel tuo piccolo spazio delle vacanze, ma quando finalmente ci sei? Ti può capitare di sentirti triste.

A qualcuno in vacanza accade di sentire un senso di malessere, di frustrazione, un malumore che si appiccica addosso come una maglietta bagnata. Per un certo tipo di persone questo malessere diventa un’ansia crescente e inspiegabile.

Infatti non dipende esclusivamente dal posto in cui si è, o dalle persone con cui siamo (anche se scegliere bene entrambi ovviamente facilita le cose!).

Si chiama Blue August (blue in inglese significa “triste”) e ogni anno rischia di rovinarti le ferie, rendendoti triste.

È molto frequente qui in occidente, ed è simile a ciò che succede la domenica, al pensiero del rientro a lavoro il giorno dopo.

Ma da cosa nasce?

Semplice: la tua parte più profonda vorrebbe essere libera.

Forse hai tirato la corda durante tutto l’anno e ora il tuo corpo ti chiede il conto. Certi ritmi non posso essere sostenuti sistematicamente, come una corsa all’ultimo sangue in cui non ti accorgi che a sanguinare è la tua anima.

Quel malessere, quell’ansia, è semplicemente un campanello d’allarme, l’unico modo che ha il tuo “io più profondo” di dirti che hai bisogno di coccolarti un po’, di pensare un po’ anche a te. Finché corri non te ne accorgi: lo fa appena ti fermi un attimo. E te lo dice nel suo linguaggio. Non è che ti manda una mail.

Ti distrugge gli unici momenti liberi in cui saresti potuto essere felice.

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Mario Sellini, Presidente dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani (AUPI), dice:

È colpa di quell’eccesso di aspettative di cui sempre più spesso carichiamo i momenti che invece dovrebbero essere di tutto riposo e tranquillità. Ci sono avvenimenti che, nonostante possano apparire come piacevoli, creano una dose di ansia tale che, superato un certo limite, è fonte di malessere o problemi. L’ansia può avere degli effetti positivi, se entro certi limiti, perché è ciò che ci mantiene vitali, ma se supera certi confini, se non viene incanalata o gestita, può portare a situazioni estreme. È come quei vecchi giocattoli a molla, che venivano caricati. Se si esagera, la molla alla fine salta fuori“.

Secondo il New York Magazine, il senso di tristezza che arriva ad agosto, con l’inizio delle ferie, può durare anche un mese e può trasformarsi in una vera e propria depressione. Quando la famosa molla si tira troppo, si rompe e lo fa in modo definitivo. Possiamo soffrire di un po’ di depressione di Ferragosto, che poi però generalmente passa nel giro di qualche giorno o settimana, oppure la nostra tristezza può diventare una palla di neve se non riconosciuta.

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Ma perché proprio in vacanza?

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Perché durante le ferie saltano tutti i tuoi schemi prestabiliti e le tue routine quotidiane. Che ti asfissiano, ma ti danno anche un certo senso di stabilità e sicurezza.

In vacanza, quell’ingranaggio fatto di abitudini in cui sei incastrato si ferma. Dagli orari in cui fai le cose alle facce che vedi, dai posti che frequenti ai pensieri che fai, la vacanza ti scardina qualcosa dentro perché ti accorgi che c’è tutto un mondo là fuori. Il più delle volte questa piccola “crisi” ha un effetto benefico perché è una liberazione, ma la perdita dei rituali e dei punti di riferimento può darti un senso di frustrazione e smarrimento.

 

Per non rischiare di cadere nel Blue August, e più in generale nell’ansia in vacanza, la prima regola sarebbe quella di cercare di allentare la tensione. Cerca soprattutto di disintossicarti dai social, che sono tra le principali fonti di stress perché creano la competizione di condividere continuamente “quanto è bello quello che stai vedendo”. Concederti un “digital detox” ti permette di concentrarti su te stesso, senza sentirti sempre in dovere di dimostrare ad amici e parenti che ti diverti.

Seconda regola: scegli bene il posto.

Ci sono sempre più posti dove puoi prenotare, anche a tariffe bassissime. Ma anche spendendo una fortuna in mega hotel rischi problemi come il sovraffollamento, il chiasso e i rumori notturni, la qualità scadente del cibo e dei saponi. Per non parlare della poca cura del dettaglio che si trova in giro, lo staff poco motivato o addirittura sgarbato.

Rischi veramente di rientrare più stressato di come sei partito.

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Oppure, puoi scegliere L’Essenza.

Fermati e respira.

Focalizza l’attenzione su di te.

Rallenta.

Stare un po’ più a contatto con la parte più profonda di te ti aiuta a rigenerarti e a goderti i giorni dedicati al riposo e al relax. E ti permette di goderti di più anche i momenti in compagnia.

E poi c’è il trucco… Il trucco di chi sa già che ha tirato molto la corda e ha bisogno di riconnettersi con se stesso prima di qualsiasi altra cosa, e allora si concede qualche giorno di vacanza in solitaria.

Qui all’Essenza Oasi Sensoriale non è raro che i nostri ospiti prenotino un soggiorno in camera singola.

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Ecco per esempio una piccola testimonianza di un’altra ragazza che ha vissuto un’esperienza rigenerante in solitaria, incluso trattamento benessere Feldenkrais all’aperto e massaggio in camera:

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Voglio ringraziarvi personalmente del dono che mi avete fatto.

Devo ancora fare ordine tra le mille emozioni di questi giorni, sicuramente stare da voi ha marchiato dolcemente e irreversibilmente la mia anima…

Questo posto entra dentro, me lo sento in un posto dentro il petto, dove stanno le cose belle e importanti.

Grazie! Grazie di tutto ❤ a presto

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Georgia

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Metti al sicuro la tua vacanza relax.

Ti potrà accadere di piangere, di ridere, ma ti sentirai finalmente di rivivere.

All’Essenza Oasi Sensoriale puoi vivere un’esperienza veramente rigenerante perché è l’unica struttura ricettiva immersa nella natura che risveglia i tuoi sensi con gli oli essenziali, dentro una camera in stile nuragico. Attraverso aromaterapia e cromoterapia, farai un viaggio sensoriale dentro una capanna eco chic, che distillerà la parte più antica di te e ti ricorderà cose di te che avevi dimenticato.

Ogni camera è circolare con tetto a cono, come le antiche capanne del centro Sardegna, e segue un percorso sensoriale dedicato.

Mirto, Ginepro, Lavanda, Elicriso.

Georgia è stata nella Camera Lavanda, con olio essenziale rilassante e calmante, estratto secondo la tradizione della più antica famiglia di erboristi dell’isola:

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Dato che l’archittettura riprende la forma di un antico nuraghe quadrilobato, e la camera è circolare-conica, l’energia all’interno della stanza si muove in maniera più intensa rispetto agli edifici squadrati. Proprio come millenni fa.

Potrai entrare in una dimensione antica, essenziale, farai un’esperienza sensoriale originaria, godrai di un relax totale e ti risveglierai rigenerato, con una forza interiore che viene da una terra millenaria.

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Vai dove ti senti più in vita.

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Incontrare la tua parte più interiore, in vacanza, potrà essere poco confortevole per i primi istanti, ma si rivelerà la scelta giusta perché è ciò di cui hai più bisogno.

Sì, devi scegliere tu quando incontrarti, come un appuntamento intimo, una parentesi dolce da dedicare soltanto al tuo benessere. Se non lo fai, e non scegli tu… beh, sarà il tuo organismo con la tua psiche a scegliere per te.

E ti soprenderà quando meno te lo aspetti.

Scegli solo le date, a tutto il resto ci pensiamo noi:

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