Zazi Vintage all’Essenza: artigianato e moda sostenibile

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Siamo onorate di essere state scelte da Jeanne De Kroon, fondatrice da 25 mila follower di Zazi Vintage (Instagram @zazi.vintage)!

Jeanne lavora con le migliori artigiane in Uzbekistan, Tagikistan e India, e il suo ultimo progetto l’ha portata in Afghanistan per una collaborazione speciale con le Nazioni Unite (Ethical Fashion Initiative).

Ispirato alle donne, questo progetto collega mondi e storie attraverso l’artigianato e la moda sostenibile, grazie alla riscoperta di tessuti riciclati e stoffe ricamate dal mondo…

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Uno degli obiettivi principali di Zazi Vintage è promuovere la bellezza dell’artigianato afghano, non solo per i propri consumatori, ma anche per altri designer e marchi. “L’eredità della via della seta è davvero incredibile, ma questi artigiani non hanno molti legami con il mercato”, dice Jeanne. “In Tagikistan, ad esempio, non esportano nulla, quindi è tutto all’interno del paese. Se guardi questi progetti da una visione geopolitica, specialmente quando lavori con le Nazioni Unite, puoi vedere cosa sta realmente succedendo in questi paesi e trovare il modo per far sì che i mercati internazionali li notino di più. C’è così tanta bellezza e tanti meravigliosi collettivi femminili che vorrebbero lavorare con marchi internazionali!

La moda è un mercato entusiasmante perché attraverso questo strumento abbiamo tante opportunità per catalizzare il cambiamento. Si tratta di un’industria da un trilione di dollari che dà lavoro a 300 milioni di persone ogni anno, e l’80% sono donne. Ma detengono solo la ricchezza del 10% del settore. Se si guarda alla filiera di produzione globale, che è un sistema postcoloniale molto patriarcale, è assurdo vedere le dinamiche politiche al lavoro. Quindi mi sono chiesta: come possiamo trovare un modo per assicurarci che tutti in questa catena di montaggio abbiano una vera voce?

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In altre parole, la sostenibilità è una questione femminista. Infatti, prima che Jeanne De Kroon iniziasse la sua avventura nella moda nel 2015, stava lavorando per una ONG in India: le fu detto che se voleva veramente fare la differenza per le donne, doveva essere coinvolta nel mondo della moda.

 

Queste donne sono le vere star della moda: sono loro che trascorrono otto mesi a ricamare i nostri cappotti e ad aiutarci a trovare i materiali vintage. Credo davvero che quando si parla di sostenibilità, non importa tanto se si utilizza cotone biologico o qualche nuova fibra sostenibile; alla fine, si tratta del nostro rapporto con i capi d’abbigliamento. Il futuro della sostenibilità è avere un rapporto personale con i tuoi vestiti. I marchi possono davvero mettere in evidenza questo, raccontando le storie che stanno dietro agli abiti: l’artigianato, la cultura. Tu porti l’energia della persona che ha creato i tuoi vestiti. Non vuoi che quella persona sia felice e abbia un salario equo?

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Scopri cosa ha di tanto speciale questa piccola guesthouse ispirata alle essenze e ai colori della terra, che supporta i progetti delle donne per le donne:

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