Come si costruisce la felicità?

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Una domanda strana – come si “costruisce” la felicità…

Non siamo abituati a pensare alla felicità come qualcosa che si può costruire volontariamente.

Eppure…

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Se vogliamo creare una cosa, in qualunque campo, dobbiamo prima pensarla, progettarla.

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E come facciamo a realizzare una cosa di cui non parliamo mai?

Diventa impossibile.

Allora vediamo, quali strumenti e quali esempi abbiamo a nostra disposizione, a cosa ci possiamo ispirare per costruire, per realizzare la nostra felicità?

Ovvero…
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Chi si è occupato veramente della felicità, nel passato? 

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Pochissime persone, anzi… quasi nessuno.

Ecco perché quando sentiamo questa parola – felicità – alziamo le spalle e diciamo “è impossibile”.

La storia della nostra cultura, quella occidentale – una delle culture più forti e ricche, una fonte inesauribile di narrazioni – sull’argomento felicità è invece molto carente.

Abbiamo un filosofo greco che parlava di felicità, Epicuro, III secolo a. C.
E per questo motivo già veniva preso in giro: gli altri filosofi del suo tempo lo dileggiavano per aver tirato fuori questa cosa.
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Non si è né troppo giovani né troppo vecchi per la salute dell’anima. Chi dice che non è ancora giunta l’età di filosofare o che l’età è già passata, è simile a chi dice che per la felicità non è ancora giunta o è già passata l’età.

Epicuro

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Dopo di lui, Seneca, I secolo a. C.

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Tutti vogliono vivere felici, ma quando poi si tratta di riconoscere cos’è che rende felice la vita, ecco che ti vanno a tentoni.

Seneca

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Poi per vedere la parola felicità di nuovo scritta in qualche documento, dobbiamo fare un salto di quasi 2 mila anni. E arriviamo alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, nella quale Thomas Jefferson scrive che ogni uomo ha diritto alla ricerca della felicità.

Qualche filosofo, circa 2 millenni di silenzio, poi un politico.

Questo vocabolo, questo concetto, è come un tabù – tanto che è quasi impossibile avere conoscenza di questa “cosa”.
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Siamo nati una sola volta, e non potremo essere nati una seconda volta; dovremo non essere più per l’eternità. Ma tu, benché non abbia padronanza del domani, stai rinviando la tua felicità. La vita si perde nei rinvii, ed ognuno di noi muore senza aver goduto una sola giornata.

Epicuro

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In realtà gli antichi, questa “cosa”, la studiavano.

Nel V secolo a. C., siamo in epoca pre-ellenica, c’erano addirittura delle scuole iniziatiche – pratiche svolte in onore di alcune specifiche divinità – che si occuparono principalmente di questo argomento: far capire alle persone come gestire felicemente la propria vita e non avere più paura della morte.

Era lo scopo di queste antichissime storie, che venivano narrate in contesti sacri particolari.

I più famosi erano i misteri eleusini, che si svolgevano nel Tempio di Eleusi, vicino ad Atene. Chi voleva accedere a queste conoscenze andava a Chieti da Eleusi. Si entrava nel bosco –  perché la prima iniziazione avviene proprio nel bosco, queste meravigliose costruzioni della natura che ci permettono di respirare e di vivere. Gli alberi sono il nostro fondamento e senza alberi non ci sarebbe vita.

Nell’antichità i boschi erano sacri e sono legati alla conoscenza più profonda dei nostri animali totemici e dei nostri antagonisti (proprio come nella selva oscura di Dante).

Potevano partecipare indifferentemente uomini e donne, e in queste iniziazioni si era bendati e non si doveva parlare. Chi riusciva a superare tutti gli ostacoli, le prove, le paure, i riti e i racconti che venivano narrati, alla fine del percorso iniziatico aveva raggiunto questa conoscenza, sollevandosi dal pensiero comune.

Le loro capacità sensoriali – il tatto, l’olfatto e l’udito – erano ora talmente dilatate da permettere a queste persone di sviluppare una sinergia con il bosco, come in una palestra per allenarsi a superare le paure.

Era infatti un processo profondo di conoscenza dei misteri della vita e della morte, affinché l’essere umano incarnato potesse vivere felice.

Le scuole misteriche durarono fino all’epoca romana, poi questo messaggio si è perso nei secoli e nei millenni.
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Ma allora come imparare a costruire la nostra felicità?

Ebbene, alcune narrazioni positive sono sopravvissute: alcune di esse appartengono alle fiabe.

Mirella Santamato ha condotto un approfondito studio comparando le antiche iniziazioni pre-greche – dedicate a Demetra, Eleusi, Dioniso, Orfeo – con queste antiche narrazioni che noi chiamiamo fiabe.

Sono le uniche narrazioni che abbiamo ereditato da un lontano passato e che stranamente finiscono bene.

Ci hanno detto che sono false, che sono solo “favole”, ma non è così.

Mirella Santamato si è posta una domanda terribile:
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Esiste qualche narrazione che ha passato il vaglio dei secoli e dei millenni per giungere fino a noi, che contenga cose diverse, in cui non siano considerate sacre la distruzione e la guerra, ma che sia considerato sacro il vero amore e la felicità?

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Se noi ritrovassimo quegli antichi passaggi, quegli antichi concetti, quelle antiche capacità umane di vivere bene, forse riusciremo comunque a salvarci.

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“La mia ricerca è partita da molto lontano, e mi sono apparse le antiche narrazioni del mondo che insegnano la felicità: le fiabe.
Nel Seminario “Iniziazione Segreta alla Felicità” vedremo perché solo pochissime fiabe nascondono i misteri iniziatici.

Dato che ci è stato tanto narrato e manifestato l’orrore, la verità – che non può essere cancellata – si è dovuta nascondere in antiche narrazioni.

Dove non sarebbe mai stata trovata?
Laddove nessuno avrebbe mai avuto neanche l’idea di guardare.

Le fiabe sono considerate stupide, roba per bambini, non utili per gli adulti, e così non sono state considerate tanto pericolose.

In realtà guardate con l’ottica indagatoria, queste narrazioni sono vere e molto intense.
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Qual è la differenza tra favola e fiaba?

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Le favole dovevano insegnare ai bambini a essere molto obbedienti e succubi.
Più antiche sono invece le fiabe, che insegnavano la capacità di trasformazione della realtà. In realtà nascondono la storia della nostra anima: ecco perché sono iniziatiche.

Divennero famose nell’Ottocento con Perrault e i fratelli Grimm: queste trascrizioni portarono nelle case di tutti questa conoscenza, fino ad allora orale.
In particolare i fratelli Grimm, accademici glottologi, andarono ad ascoltare tutte le donne che raccontavano queste storie ai bambini, le trascrissero fedelmente senza alterare quelle narrazioni, e le pubblicarono…”
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Credo che queste narrazioni non dovrebbero servire solo ai bambini ma dovrebbero essere usate anche dagli adulti. Speriamo che in un tempo futuro qualcuno le possa usare anche in questo senso.

Jacob Grimm

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La più grande esperta di fiabe iniziatiche in Italia, che da oltre 20 anni tiene conferenze e seminari anche all’estero sui temi della consapevolezza e della trasformazione, terrà il primo seminario in Sardegna per la riscoperta della tua Essenza attraverso le Fiabe – anche se non sei più in tenera età e non hai mai fatto un lavoro su te stesso.

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Attraverso i codici nascosti nelle Fiabe della nostra cultura, scoprirai come utilizzare nella tua vita i segreti nascosti da queste storie antiche che hanno sfidato i millenni, per imparare a vivere “felici e contenti”.

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Scopri subito il programma completo e perché è per noi un onore ospitare Mirella Santamato questa primavera:

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Seminario “Iniziazione Segreta alla Felicità”

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